Quattro sessioni, due giorni di incanti, oltre 2000 tra lotti singoli e multipli: questo sarà, in estrema sintesi, l’asta numismatica Nomisma Verona 13 che si terrà sabato 21 e domenica 22 novembre in sala (sede della ditta, Via Legnago 144 a Verona) e su internet e il cui catalogo online, con tutti i dettagli per l’invio delle offerte preliminari e live, potete scoprire cliccando qui. Se volete, il catalogo è anche scaricabile cliccando qui mentre ogni informazione può essere richiesta scrivendo a info@nomisma-aste.it.
Un catalogo, quello dell’asta numismatica Nomisma Verona 13, che si distingue innanzi tutto per la presenza di alcune collezioni organiche, frutto della passione di eccellenti conoscitori di monete, e che andranno sul mercato per arricchire chissà quante raccolte in Italia e nel mondo, perpetuando il “ciclo vitale” della moneta come oggetto e documento di storia e civiltà.
Spiccano poi settori come quelli delle zecche italiane, con particolare spazio alle monete pontificie, quello medaglistico, alcuni nuclei di monetazione classica, ovviamente Casa Savoia e la numismatica mondiale, sempre attrattiva anche in Italia per la sua varietà.
Collezione Caruso: 410 lotti fra Regno di Sardegna e d’Italia
Apre il catalogo dell’asta numismatica Nomisma Verona 13 la Collezione Caruso, con una vastissima scelta di monete sabaude che si apre con quelle di Carlo Felice e termina, ovviamente, con Vittorio Emanuele III. Il top lot di questa parte, in termini di stima, sono le 100 lire 1878 di Vittorio Emanuele II, soli 294 pezzi coniati, che al LOTTO 121 parte, in conservazione d’eccezione, da 25.000 euro. È di 12.500 euro, invece, la base dello stesso massimale ma in versione Aquila araldica, anno 1905, coniato da nipote, il “re numismatico”, e che troviamo al LOTTO 243.


Due eccellenze in argento dalla Collezione Caruso? È presto detto: la prima, al LOTTO 99, sono le 5 lire di Vittorio Emanuele II re di Sardegna 1857 Torino, eccellenti per conservazione e rarissime, alla base di 8000 euro e, al LOTTO 263, le 20 lire Littore 1927-V, appena 100 pezzi coniati, alla medesima base.


Esempi di grandi rarità in metalli non preziosi li troviamo infine, ad esempio, al LOTTO 323 con i rarissimi 50 centesimi Leoni 1924 taglio rigato (perfetti, a base 3000 euro) e al LOTTO 352 dove, partendo dalla medesima offerta iniziale, si può tentare l’acquisto del centesimo 1902 in conservazione quasi fior di conio.


Collezione Motti di monete auree di epoca sveva
Dalle monete decimali al fascino delle medievali, in questo caso, con una piccola ma preziosa selezione di 37 lotti formata da tarì e multipli di tarì svevi coniati dalla zecca di Messina. Due esemplari su tutti: al LOTTO 425 un multiplo di Federico II con tanto di tipica aquiletta, in alta conservazione alla base di 1500 euro e, al LOTTO 440, un multiplo a nome di Manfredi rarissimo e pubblicato nella fondamentale opera di Rodolfo Spahr (base 700 euro).


Collezione Leo Vincenzo di coniazioni del Meridione
Restando nel Sud Italia, ma ampliando sia l’orizzonte geografico che quello temporale, l’asta numismatica Nomisma Verona 13 dell’21-22 novembre ci offre questa preziosa raccolta, ricca di ben 434 lotti, tra i quali vi segnaliamo per primo il LOTTO 1690, un augustale di Federico II a 2500 euro di partenza che, sebbene sia in non eccezionale stato, conserva intatto il suo fascino come, del resto, la moneta al LOTTO 1858, una maestosa oncia da 30 tarì del 1732 battuta a Palermo sotto Carlo III d’Asburgo (base 1500 euro).


Imponente anche l’oncia 1791 del LOTTO 1930, regnante Ferdinando III, in catalogo dalla base di 1000 euro, appena 100 euro in più rispetto al trionfo senza sigle per Messina di Ferdinando il Cattolico, molto raro e bell’esempio di moneta a cavallo tra lo stile medievale e quello rinascimentale (LOTTO 1756).


Tanti altri i lotti meritevoli di attenzione nella Collezione Leo Vincenzo, in particolare quelli multipli composti da monete minute che possono costituire delle ottime basi per la formazione di nuove raccolte di numismatica meridionale.
Monete di zecche italiane medievali e moderne
Ed eccoci giunti ad un altro settore ricco e vario dell’asta numismatica Nomisma Verona 13, quello dedicato in generale alle zecche della Penisola: iniziamo con il LOTTO 759, che presenta un piccolo e prezioso tremisse anonimo longobardo per Lucca di grande rarità e splendido, alla base di 6000 euro, e proseguiamo con il LOTTO 878 dove spicca, invece, un “peso massimo” in oro, la moneta da 6 doppie per Parma del 1786 a nome di Ferdinando I di Borbone.


A LOTTO 925, invece, fa bella mostra di sé un’osella in oro del 1738 del doge Alvise Pisani, millesimo di grandissima rarità che merita, anche per l’ottima conservazione, 12.000 euro di prima offerta. Di inusuale, altissima conservazione anche la doppia bolognese per papa Sisto V del LOTTO 984: moneta rarissima, è in catalogo da 7000 euro di base.


Da Bologna a Roma, da papa Peretti a Paolo V Borghese, al LOTTO 994 troviamo poi una rarissima quadrupla con stemma e ritratto di san Paolo: pur con le usuali debolezze di conio, l’esemplare merita almeno 6000 euro di prima paletta. Rarissimo, sempre in tema di monete pontificie, lo zecchino per Bologna di Benedetto XIV che viene proposto al LOTTO 1104: alla moda romana, Felsina guerriera è incisa al rovescio tra le lettere SC e la legenda PATER PATRIAE allude a papa Lambertini, orgogliosamente bolognese egli stesso (base d’asta 8000 euro).


Tra i top lot sabaudi non si può non rimanere ammirati di fronte al LOTTO 1254, dove spiccano le rarissime 80 lire 1821 per Torino a nome di Vittorio Emanuele I: è di 35.000 euro la base indicata per questa rarissima e ambita moneta. Infine, al LOTTO 1316 dell’asta numismatica Nomisma Verona 13 dell’21-22 novembre, ecco a 50.000 euro di base una eccezionale 100 lire 1903, tipo Aquila araldica, di Vittorio Emanuele III: in slab NCG “MS63 STAR DPL”, è di certo uno dei migliori esemplari in assoluto di questo tipo e di questo anno mai apparsi sul mercato.


Tanti altri motivi per non mancare l’asta Nomisma Verona 13
Come detto, l’incanto scaligero di dicembre – per il quale le offerte sono già aperte – vede in catalogo anche monete mondiali di grande interesse e medaglie di pregio. Per concludere, invece, a voi di esempi di ciò che potete trovare nelle sezioni di numismatica classica: al LOTTO 453, a 8000 euro di partenza, un’affascinante tetradracma di Siracusa della fine del V secolo avanti Cristo e, al LOTTO 504, passando a Roma, un eccellente aureo di metà III secolo, regnante Gordiano III, che inneggia all’eternità del potere imperiale (base 5000 euro).


L’asta numismatica Nomisma Verona 13 vi aspetta, in sala e live, per due emozionanti giornate a base di numismatica: vi aspettiamo numerosi e siamo a vostra disposizione per ogni informazione.





































