Quelle che sono considerate le monete più belle dell’Impero Tedesco hanno come soggetto un magnifico uccello del paradiso dal piumaggio lussureggiante. Non si tratta di una scelta arbitraria o puramente estetica; al contrario. Questa raffigurazione serve a ricordare che per secoli le piume degli uccelli del paradiso servirono da moneta in Papua Nuova Guinea, all’epoca colonia tedesca.
Nuova Guinea tedesca. 10 Pfennig 1894, Berlino (dritto). Sall’asta Emporium Hamburg n. 109 (2025), lotto 2113: la moneta è stata venduta per 250 euro
Le piume colorate dell’uccello del paradiso venivano utilizzate per creare sontuosi copricapi, indossati principalmente dagli uomini in occasioni festive. Tuttavia, catturare questi uccelli non era così facile.
Gli indigeni della Nuova Guinea usavano ramoscelli e trappole cosparsi di calce, oppure scagliavano frecce con la punta smussata, per evitare di macchiare di sangue le preziose piume. Chi non era un abile cacciatore si affidava al baratto. Pertanto le piume divennero una forma di valuta comune in Nuova Guinea.
Magnifiche piume come “prezzo della sposa”
Ad esempio, le piume erano una parte essenziale del prezzo della sposa, che veniva pagato dalla famiglia dello sposo prima del matrimonio. Questo non era un gesto dispregiativo o misogino; al contrario, esprimeva l’alta considerazione per la futura moglie. Dopotutto, i suoi genitori avevano investito tempo e denaro per crescerla.
Ora, nel momento in cui avrebbe potuto contribuire al lavoro familiare, si sposava con un membro di un’altra famiglia. Il suo lavoro, quindi, andava a beneficio solo dello sposo. Questo veniva percepito come uno squilibrio, che veniva compensato con il pagamento (si confronti questo con l’uso europeo, dove lo sposo riceveva la mano e i beni della sposa come dote in cambio della sua lealtà al padre).
Gli uccelli del paradiso come fattore economico
Tra il 1925 e il 1934, il prezzo medio di una sposa era di due-sei piumaggi di uccello. Questo numero aumentò a 10-14 tra il 1935 e il 1945 e a 18-25 tra il 1945 e il 1965. La ragione di questa inflazione – perché di questo si tratta – fu la proliferazione di armi e reti moderne, che resero più facile catturare questi uccelli schivi.
Nuova Guinea tedesca. 10 Pfennig 1894, Berlino (rovescio). Sall’asta Emporium Hamburg n. 109 (2025), lotto 2113: magnifico l’uccello del paradiso appollaiato su un ramo
La cattura aumentò. Ben presto si verificò un surplus di piumaggi di uccello, mentre il numero di spose disponibili rimase invariato. Le spose divennero perciò, automaticamente, più costose. Anche in Europa le code piumate del volatile erano molto ricercate. Dall’inizio del XX secolo, le donne attente alla moda indossavano piume di uccello del paradiso sui loro cappelli.
Questa moda portò quasi all’estinzione di questi uccelli. Per limitare l’uccisione, quindi, il governo tedesco rilasciò costose licenze di caccia. Nel 1892, una battuta di caccia costava 100 marchi, nel 1907 il prezzo era salito a 160 marchi e nel 1911 a 200 marchi.
Uccelli del paradiso: acquerello di Thomas William Wood (1839-1910). Yale Center of British Art B1977.14.4306. CC-BY 1.0
L’investimento diede i suoi frutti. Nel 1909, un piumaggio di uccello veniva venduto a 50-60 marchi. Anche lo Stato ne trasse profitto, imponendo un dazio doganale di 20 marchi per ogni piumaggio importato in Germania. Nel 1913, furono importate 17.000 code piumate per un valore totale di oltre un milione di Reichsmark. Il prezzo all’ingrosso all’epoca era di 130 marchi, circa la metà dello stipendio mensile di un agente di polizia.
Un export di successo protagonista del design numismatico
Le monete coniate a Berlino per la Nuova Guinea tedesca rappresentavano dunque il prodotto di esportazione più famoso della colonia in nome della quale erano state emesse, la Nuova Guinea Tedesca. Per inciso, questi pezzi dal design raffinato riscossero un tale successo tra i collezionisti al momento della loro emissione che giunsero a malapena nel paese per il quale la Compagnia della Nuova Guinea li aveva commissionati…
Le piume degli uccelli, tuttavia, sono state usate come denaro anche da altri popoli e civiltà: se volete saperne di più cliccate qui.







































