L’asta Numismatica Nomisma 77 – ricca di ben 2007 lotti – si svolgerà l’ 11 e 12 settembre 2026 presso la sede di Nomisma SPA a Serravalle (San Marino) in Strada Bulumina 6. Dalle monetazioni classiche della Grecia e di Roma alla numismatica delle zecche italiane, dalla medaglistica alla cartamoneta, l’incanto (si può partecipare live tramite il portale BidInside cliccando qui) prevede tre sessioni così suddivise:

  • Sessione I – Venerdì 11 settembre 2026 a partire dalle ore 14.30 (lotti 1-764); termine offerte pre asta 11 settembre ore 13.00
  • Sessione II – Sabato 12 settembre 2026 a partire dalle ore 9.30 (lotti 765-1391); termine offerte pre asta 12 settembre ore 8.00
  • Sessione III – Sabato 12 settembre 2026 a partire dalle ore 14.00 (lotti 1392-2007); termine offerte pre asta 12 settembre 12.30.

Ricordiamo ai collezionisti che gli ordini offline via fax (0549 904042) o posta elettronica (auction@nomismaweb) vanno inviati tassativamente entro le ore 12.00 del 10 settembre 2026. Prima di passare ad una selezione di tesori dall’asta numismatica Nomisma 77 ricordiamo infine che la visione dei lotti è possibile esclusivamente presso i nostri uffici nella giornata di venerdì 11 settembre 2026 dalle ore 9.30 alle 13.00.

 

 

Dalla Grecia a Roma, capolavori del mondo classico


Campania e Calabria, Lucania e Sicilia offrono al catalogo dell’asta numismatica Nomisma 77 numerosi esemplari interessanti; ci spostiamo tuttavia in Macedonia per il lotto 30 dove troviamo uno statere Spl di Filippo II (359-334 aC) coniato a Pelle con ritratto e biga in corsa meritevole di 6000 euro di base per poi fare tappa nella Tracia (lotto 34) dove, uscito dalla zecca di Kroison prima del 29 aC, troviamo un altro statere di qualità (Spl) alla base di 2000 euro, con tre uomini andanti e aquila.

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asciandovi il piacere di visionare gli argenti della Grecia continentale in catalogo, ecco al lotto 55 una delle monete “per eccellenza”, un terzo di statere per Aliatte o Creso databile tra la fine del VII e la metà del VI secolo aC con protome leonina e quadrato incuso (qSpl, base 1500 euro). È tuttavia l’Egitto tolemaico, con Arsinoe II (+270-268 aC) e le sue 8 dracme del lotto 61 (Fdc) a 40.000 euro di base, a rappresentare il top lot di questa sezione: una moneta eccezionale per stile e rarità.

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La scelta di monete repubblicane di Roma non è da meno, annoverando ad esempio al lotto 68 i 60 assi con Marte elmato e aquila su fulmini coniati nel 211-207 aC circa: moneta Spl+ e di notevole rarità, merita infatto 8000 euro di prima offerta. Ricca e pregevole anche la selezione di denari in argento: che dire ad esempio del lotto 153, dove a 4000 euro di base in Spl+ spicca il conio delle Guerre sociali (90 aC, zecca itinerante) con testa elmata di guerriero e scena del giuramento?

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Molto ricca, nell’asta numismatica Nomisma 77, anche la selezione  di monete romane imperiali e tra le augustee non possiamo non mostrarvi il magnifico denario per Roma o Brindisi (lotto 170) con ritratto e quadriga su arco trionfale: una moneta iconica e molto rara proposta in qSpl da base pari a 1500 euro. Ne servono almeno 5000, invece, per l’aureo di Tiberio (14-37) con ritratto laureato e Livia seduta del lotto 183 (BB+/qSpl).

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Ottimi denari e sesterzi scandiscono nell’incanto dell’11-12 settembre il I e II secolo dell’Impero Romano, ma ad attirare l’attenzione è un altro aureo qSpl, a nome di Traiano (98-117) al lotto 210 dove al bel busto imperiale si abbina la figura dello stesso Traiano protetto da Giove (3500 euro la base). Tra le coniazioni romane “al femminile” ecco invece un bel sesterzio di Faustina I (lotto 238, Bb+, 400 euro di base) sul quale la consorte di Antonino Pio è abbinata alla Pietas.

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Diadumeniano, imperatore per breve tempo nel 217-218, è rappresentato all’incanto da un pregevole denario qFdc al lotto 257: la moneta è a 1500 euro di base in conservazione eccezionale, Fdc. Il lotto 261 ci riserva poi un ennesimo aureo, a nome di Alessandro Severo (222-235) in Fdc e di assoluta freschezza, meritevole di 15.000 euro di prima offerta: davvero una moneta emozionante.

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Invitandovi a visionare tutte le monete provinciali e tardo imperiali, ci soffermiamo poi sul lotto 309, un rarissimo solido per Costantinopoli di Costanzo II (337-361) di alta qualità, in slab NGC e alla base di 3000 euro, ed infine sul lotto 322, un tremisse di Aelia Eudocia  (423-460) per la medesima zecca, che in catalogo a 1200 euro di base in conservazione Spl+.

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Zecche italiane, monete papali, napoleoniche


Non dimenticate che l’asta numismatica Nomisma 77 dedica ampio spazio anche alle monete mondiali di tutte le epoche: lasciando a voi il piacere di sfogliarne il catalogo, noi passiamo alle coniazioni italiane iniziando da Firenze zecca per la quale, in una serie di fiorini, spicca quello al lotto 1266 del 1515 con stemma Canigiani, rarissimo e qFdc, proposto da 2000 euro di base. Unica moneta del periodo lorenese con ritratto è, invece, l’unghero 1741 del lotto 1283, a nome di Francesco II: di grande rarità, qSpl, questa scintillante coniazione merita infatti ben 10.000 euro di prima offerta.

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Restiamo in Toscana, a Lucca, con il lotto 1329: si tratta di un ducato di grande rarità, qFdc, con armetta Diversi ai tipi del Volto Santo e del san Martino che viene proposta a 4000 euro di partenza mentre il lotto 1342 ci porta a Massa di Lunigiana e al tempo di Alberico Cybo Malaspina (1559-1623) per un mezzo scudo noto in soli quattro esemplari, Spl e a 15.000 euro, con stemma e obelisco con motto SINE FINE.

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Stessa base merita, tra le tante monete napoletane in catalogo, quella al lotto 1407: si tratta infatti di un eccezionale scudo in Fdc per Filippo II (1554-1598) con sigla IBR e col titolo di principe di Spagna, mai apparso e nemmeno trascritto dal CNI: un gioiello numismatico. Per Napoli la scelta è ampia e anche tra le piccole pezzature in argento troviamo esemplari deliziosi, come il mezzo carlino 1756 al tipo dell’Abbondanza e a nome di Carlo di Borbone proposto al lotto 1430 in qFdc da 500 euro.

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Parma, al lotto 1487, ci riserva una gemma in Fdc a 4500 euro di base: si tratta delle 5 lire a nome di Maria Luigia, con fondi lucenti e di eccezionale qualità, tanto da essere considerato uno degli “scudi” italiani più belli in assoluto. Altrettanto eccezionale, quindi, il ducato 1776 per Trento a nome di Pietro Vigilio, tipica moneta da ostentazione, proposta a 18.000 euro di base (lotto 1501).

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Discorso a parte meritano le monete sabaude, Regno d’Italia compreso, e le papali; tra queste ultime, al lotto 1574 spicca un eccellente fiorino di camera di Clemente VII (1523-1534), il papa del Sacco: Fdc assoluto, merita 2800 euro di base. Tra le piastre, invece, di notevole rarità e Spl+ ecco quella di Sede vacante 1676 al lotto 1591 a 4000 euro in slab NGC: una moneta di gran fascino.

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Uno scudo d’oro qFdc di eccezionale freschezza di Innocenzo XIII (1721-1724) merita 8000 euro per la conservazione qFdc al lotto 1606; Fdc e di altrettanto fascino, infine, lo zecchino bolognese – molto raro – a nome di papa Pio VI e datato 1778 proposto al lotto 1640 a 4000 euro di offerta base.

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La monetazione sabauda, dai conti al Regno d’Italia


L’ultima selezione di monete dall’asta numismatica Nomisma 77 dell’11-12 settembre che vi proponiamo riguarda Casa Savoia, iniziando da uno scudo di grande rarità di Ludovico (1440-1465) che, sebbene in conservazione solo Bb+, merita 8000 euro di base (lotto 1678). Addirittura di 15.000 euro è la prima offerta, a seguire, per un testone di gran rarità e con finissimo ritratto di Filiberto II (1497-1504) che è in catalogo al lotto 1681 in Spl.

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Con un salto al primo Ottocento, uno dei top lot del catalogo: si tratta del massimale da 80 lire 1821 (lotto 1708) di Vittorio Emanuele I battuto dalla zecca di Torino in soli 965 pezzi, per gran parte rifusi nel 1832. Tale è la rarità di questa moneta, peraltro in Spl, da farle attribuire una base di 40.000 euro. Dieci anni separano questo conio dal medesimo nominale, con data 1831 e a nome di Carlo Felice, proposto al lotto 1715: con soli 740 pezzi battuti, è una delle decimali sabaude più rare e in Spl parte in asta da 60.000 euro.

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Ai lettori il compito di sfogliare i lotti relativi a Carlo Alberto, numerosi e vari, mentre per Vittorio Emanuele III già re d’Italia ecco al lotto 1802 una delle sole 843 monete da 100 lire oro 1864 T: esemplare in Spl+, vede la base d’asta fissata a 25.000 euro. Di grande rarità anche le 5 lire 1866 N del lotto 1828 che, proposte in Spl (conservazione eccezionale per questa moneta), affiancano alla stessa base il precedente massimale in oro.

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Molte le monete importanti anche per Umberto I mentre per Vittorio Emanuele III vi mostriamo – tra le numerose 100 lire oro dell’asta numismatica Nomisma – quella del 1905 Aquila araldica, Spl+ e fondi speculari, che si trova a base di 18.000 euro al lotto 1877. Magnifica, come lo è la serie 1927 dei quattro valori aratrice, di esimia rarità e in conservazione Fdc del lotto 1885: i 200.000 euro di base, oltre che dalla conservazione, vengono dal fatto di essere una delle sole 30 coniate.

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Sono 181, invece, le 20 lire Aquila araldica battute nel 1902, primo marengo del “re numismatico”: una di queste è offerta al lotto 1902 in Spl a 30.000 euro di base mentre al lotto 1915, in Fdc, ecco una delle sole 20 monete da 20 lire Impero 1939-XVII, un pezzo d’eccezione uscito dalla Regia Zecca alla vigilia della guerra mondiale.

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Le offerte per l’asta numismatica Nomisma 77 sono aperte


Tante altre monete importanti impreziosiscono il catalogo dell’asta numismatica Nomisma 77, come pure medaglie, decorazioni e banconote che vi lasciamo il piacere di ammirare, secondo la vostra scelta, ringraziandovi per il tempo dedicato alla lettura di questa anteprima e in attesa di vedervi, in sala o live, nel corso del nostro incanto.