Il tondello delle 2 euro commemorative molto spesso si presta a ospitare la celebrazione di una città, ed è quello che accade con le bimetalliche appena emesse da Lituania e Croazia, entrambe alla seconda emissione del 2026. Nel caso della Lituania, dalla zecca di Vilnius arriva una moneta che inaugura proprio la serie sulle città lituane, archiviata quella sulle regioni etnografiche, durata dal 2019 al 2025, con una pausa nel 2023 e 2024.

La prima uscita della nuova serie, disponibile dal 1° ottobre, riguarda Kaunas, la seconda città della piccola repubblica nata nel 1990, dal processo di dissoluzione dell’Unione Sovietica. Conta poco più di 300.000 abitanti ed è il principale centro industriale del paese, ospita inoltre l’Università tecnica, uno dei maggiori atenei tecnologici per numero di studenti nelle repubbliche baltiche. Il tondello è disegnato da Tomas Dragūnas, attivo da molti anni alla zecca di Vilnius, nonché autore del design di vari francobolli per le poste Lietuvos Paštas. Dragūnasè stato inoltre il papà della prima 2 euro del 2026.

 

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Ecco la 2 euro di Lituania che inaugura la serie dedicata alle città storiche del paese baltico

 

La faccia nazionale questa nuova bimetallica è denso di elementi ed è una vera e propria cartolina, ma anche un catalogo della migliore architettura storica di Kaunas. Vi si vedono in primo piano a sinistra la Chiesa dell’Assunzione della Vergine Maria (nota anche come Chiesa di Vytautas il Grande) e dietro di essa la Cattedrale Basilica di San Pietro e Paolo. Accanto a questa compare la storica Casa di Perkūnas (uno dei migliori esempi di architettura tardogotica) e al centro il municipio. Sullo sfondo a sinistra si scorgono le torri della Chiesa gesuita di San Francesco Saverio e il Castello di Kaunas.

Poi ancora, sulla destra si scorge l’Ufficio Postale Centrale di Kaunas insieme alla monumentale Basilica della Resurrezione di Cristo, entrambi in stile modernista e infine, come dettaglio aggiuntivo, nella parte inferiore sinistra è presente una forma fluida che richiama il paesaggio e i fiumi della zona, in contrasto con le linee geometriche degli edifici. Ad accompagnare il tutto la scritta KAUNAS in alto e LIETUVA in basso, oltre all’anno di emissione e al simbolo della zecca lituana (LMK, cioè Lietuvos Monetų Kalykla) a sinistra.

Tra le 2 euro commemorative di Lituania, questa mantiene un contingente di 500.000 esemplari in fior di conio, 5000 dei quali venduti in coincard.

 

La città lituana di Kaunas con i suoi monumenti in un’antica stampa

 

La seconda delle 2 euro commemorative che presentiamo viene invece dalla Croazia, è dedicata a Vukovar, è la terza emissione sulle città croate e la settima bimetallica in assoluto per Zagabria, che ha iniziato a emetterle in concomitanza con l’adozione dell’euro nel 2023. Anche su questo tondello campeggia un simbolo architettonico, che però rimanda a una storia ben più tragica.

La costruzione raffigurata sulla moneta, disegnata da Duje Matetić, è infatti la Torre dell’Acqua cittadina – alta 50 metri e risalente al 1968 – e riporta all’assedio che la città ha subito fra il 25 agosto e il 18 novembre del 1991, durante le guerre di disgregazione della Jugoslavia. La battaglia vide la guarnigione della neonata Guardia Nazionale Croata difendere strenuamente la città contro le forze preponderanti dell’Esercito Popolare Jugoslavo (JNA) e le milizie paramilitari serbe.

 

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Porta ancora i segni della guerra, la Torre dell’Acqua di Vukovar impressa sulla 2 euro 2026

 

In quei tre mesi di bombardamenti di artiglieria furono rasi al suolo oltre il 90% degli edifici, incluse scuole, case e ospedali. I residenti bloccati in città furono quindi costretti a sopravvivere per mesi all’interno di cantine e rifugi improvvisati, in condizioni disperate e in totale assenza di rifornimenti medici. Nelle ultime settimane, infine, l’avanzata del JNA si trasformò in una sanguinosa guerriglia urbana casa per casa e per ultimo in un massacro che costò la vita a più di 3000 persone e causò altre migliaia di feriti.

Anche a guerra finita, Vukovar rimase sotto il controllo serbo fino al 1998, anno in cui venne pacificamente reintegrata nella Croazia tramite l’amministrazione transitoria delle Nazioni Unite. Il simbolo più famoso di quel drammatico avvenimento è considerato appunto la Torre dell’Acqua, pesantemente danneggiata ma rimasta in piedi durante i bombardamenti e in seguito parzialmente restaurata e conservata come monumento nazionale e simbolo della resistenza della città.

Il tondello, molto semplice, include pochissimi altri elementi: una traccia di vegetazione e il Danubio in primo piano, che marca, oggi come allora, il confine fra Croazia e Serbia. Anche per queste 2 euro commemorative è prevista una tiratura di 500.000 esemplari, di cui 490.000 circolanti fior di conio, cui se ne aggiungono 5000, sempre fior di conio, in coincard, e infine altre 5000 proof in cofanetto. Per vedere la prima 2 euro croata del 2026 si può cliccare qui.