Ci ha lasciati la scorsa settimana il comandante Maurice Cammarano. Aveva da poco compiuto 95 anni ma, pur nella sua età avanzata, continuava ad appassionarsi a quella numismatica alla quale, non solo come eccellente collezionista ma anche come attento studioso, aveva dato dei contributi importanti.
Era nato a Bussana, oggi nel territorio del Comune di San Remo, il 1° agosto del 1931 e nell’immediato dopoguerra era entrato all’Accademia navale di Livorno uscendone con i gradi di ufficiale. Dopo aver servito per anni nella Marina militare italiana era passato alla Marina mercantile diventando comandante di lungo corso e solcando i mari di tutto il mondo al timone di grandi navi, tra le quali le enormi petroliere della flotta Esso. Il mare è stato un elemento fondamentale nella sua esistenza.

Il comandante Maurice Cammarano relatore nel corso di una conferenza numismatica
Persona di esemplare correttezza, caparbia e ironica, il comandante Maurice Cammarano ha vissuto gli anni della pensione a Chiavari a fianco dell’amatissima moglie Francesca, mancata nel 2022, continuando nei suoi approfondimenti sui luigini dodicesimi e su altri argomenti di numismatica e rappresentando, fino a pochi mesi or sono, una presenza costante anche nei convegni del settore, ad iniziare da Veronafil.
Lo abbiamo definito “il papà dei luigini”, e non a torto dal momento che il comandante Maurice Cammarano aveva saputo dare alle stampe ben due edizioni – la prima per i tipi de Le louis d’or nel 1998 e la seconda nel 2020 per Editions Gadoury – del Corpus Luiginorum, il catalogo dei dodicesimi di scudo, o cinque soldi, nati nel 1641 alla corte di Luigi XIII e imitati da numerosissime zecche sia Oltralpe che in Italia, Svizzera, Paesi Bassi.

Le copertine delle due edizioni dell’opera di Cammarano sui luigini dodicesimi, a sinistra quella del 1998 e a destra quella del 2020
Un settore di studi, quello indagato da Cammarano, che prima di lui di fatto non esisteva dal momento che questa tipologia di moneta – che nel Seicento europeo e nei rapporti con il Levante ha costituito un vero e proprio “fenomeno politico economico” – veniva trattata solo come emissione sporadica nelle monografie delle varie zecche.
Una ricerca certosina, quella alla base del Corpus Luiginorum che portò Cammarano a pubblicare nel tempo anche decine di interessanti articoli – che l’autore chiamava Memorie – sia nelle edizioni cartacee di Cronaca numismatica e de Il giornale della numismatica che su Panorama numismatico e altre testate. Anche nel nostro portale sono presenti due suoi contributi, che egli ci autorizzò a riproporre in rete, il primo sulle monete di Prospero Adorno e il secondo sui luigini di Neuchâtel.
Socio di lunga data del Circolo numismatico ligure “Corrado Astengo” e dell’Associazione filatelica numismatica “La Lanterna” di Genova, Maurice Cammarano era anche collezionista e conoscitore di un altro settore molto particolare della numismatica, quello dei pesi monetali.

“Cammarano 228”: questa la classificazione degli 8 bolognini 1665 di Massa di Lunigiana a nome di Alberico Cybo Malaspina
Stimato nel settore numismatico, non solo in Italia ma anche all’estero dove “intercettava” esemplari inediti e importanti presso professionisti di livello e primarie case d’asta, il comandante Maurice Cammarano resterà un esempio non solo per le sue doti di gentiluomo, ma anche come modello di perseveranza nell’approfondimento delle ricerche su monete, libri e documenti.
Ho conosciuto Maurice Cammarano alla fine degli anni Novanta: tante volte ho avuto il privilegio di accogliere i suoi scritti e altrettante il piacere della sua conversazione, per telefono o quando ci incontravamo in fiere e convegni. E se i suoi articoli, al momento della pubblicazione, arricchivano tutti i lettori, le sue parole erano sempre in grado di trasmettere entusiasmo e passione.
Al figlio Fabio e a tutti i familiari la vicinanza e le condoglianze della redazione. Buon vento, comandante.






































