Assitalia nasceva il 25 luglio 1923, per volere del neonato governo di Mussolini, da quella che fino ad allora era stata INA – l’Istituto nazionale delle assicurazioni – fondata nel 1912 per iniziativa del ministro Francesco Saverio Nitti. Al duce, infatti, appariva ben chiara l’importanza dell’Istituto nazionale delle assicurazioni anche nell’ambito di quella politica sociale che il regime intendeva portare avanti.

Così si procedette ad una riorganizzazione su basi più snelle e con una razionale diversificazione dei rischi. In tal modo l’Assitalia entrò anche nel ramo danni, in concorso con altri gruppi privati, che detenevano separatamente metà del capitale sociale; mentre l’altra metà dell’Assitalia era gestita da una finanziaria che mantenne il vecchio nome di INA e che nel 1929 rilevò l’intero pacchetto azionario. In tal modo l’Assitalia ottenne in un certo senso la privativa su parecchi rami assicurativi, specie nell’ambito statale.

 

Cartolina dell’Istituto nazionale delle assicurazioni (INA) da cui nascerà Assitalia

 

La Seconda guerra mondiale portò un periodo di stasi, ma nell’immediato dopoguerra fu data all’Ina una nuova struttura che ne accentuò sia la funzione sociale – promuovendo ad esempio, la costruzione di case popolari per i lavoratori – sia il ruolo pubblico, dati i regolari controlli dello Stato sulla gestione dei fondi e degli investimenti.

Nel 1948, cadendo il 25° anniversario della fondazione dell’Assitalia, si volle celebrare tale ricorrenza con diverse manifestazioni e con l’emissione di una medaglia, la cui realizzazione venne affidata alla mano del più famoso fra gli incisori italiani di quel tempo e non solo: Pietro Giampaoli.

Nato nel 1898 a Buja, vicino Udine, Pietro Giampaoli aveva appreso l’arte di incidere in un campo di prigionia austriaco durante la Grande guerra. Trasferitosi a Roma aveva dato prova della sua abilità e del suo genio lavorando per committenti privati, finché non era stato chiamato presso la Regia Zecca, dove ben presto era diventato incisore capo; ruolo, questo, che aveva mantenuto anche durante gli anni del Secondo conflitto mondiale.

Terminata anche quest’ultima carneficina, Giampaoli poté dedicarsi completamente al suo lavoro facendo raggiungere alla medaglia italiana le più alte vette. E tutto ciò praticamente fino all’anno della sua morte, che avvenne a Roma nel 1998, all’età di cento anni e dopo essersi guadagnato fama e riconoscimenti in tutto il mondo.

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Combinando modellazione classica e legende latine Pietro Giampaoli celebra Assitalia

 

Per la medaglia celebrativa di Assitalia il grande artista studiò un modello, alcuni aspetti del quale – uno in particolare – ritorneranno in opere successive. Il dritto di questa medaglia mostra un uomo nudo, di bellezza classica, protetto da uno scudo contro cui si infrangono le frecce dell’avversa sorte. Quale miglior simbolismo per concentrare in una sola immagine l’importanza dell’assicurazione nella vita moderna?

Al centro, su due righe, con bei caratteri maiuscoli, un motto: PRAEVIDENTIAE SECVRITAS | SECVRA PROVIDENTIA. E la stessa grafia delle lettere (una caratteristica, questa, in cui Giampaoli era maestro insuperato) è ripresa nella legenda circolare, che ricorda il venticinquennale: XXV ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE ROMA MCMXXIII – MCMXLVIII. Il rovescio ha, al centro, un’aquila, la regina degli uccelli, la dominatrice del cielo dall’alto del quale vede tutto quello che succede sulla terra.

In effetti, l’aquila era il simbolo di Assitalia dal 1927, tanto da essere riportata nel grande fregio che adorna ancora il palazzo dell’INA a Roma, inaugurato proprio quell’anno. Era stato scelto quel particolare simbolo perché riecheggiava l’aquila fascista, mentre il simbolo vero e proprio dell’Ina era invece lo scudo. Lungo la metà del giro interno, sotto l’aquila, si snoda, da sinistra a destra, la legenda: LE ASSICVRAZIONI D’ITALIA. Nel giro esterno, intorno al campo, sono raffigurati ventidue scudetti con gli stemmi di città e regioni italiane, dove Assitalia aveva le sedi più importanti.

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Il rovescio della medaglia del 1948 con la grande aquilae e gli stemmi di città e regioni

 

Risaltano in modo particolare, fra tutti, il biscione di Milano, il leone marciano di Venezia, la Trinacria della Sicilia e, proprio sopra la testa dell’aquila, lo stemma civico di Roma, la città in cui Assitalia era stata fondata. Questa stessa corona di stemmi, che evidenzia, tra l’altro, l’abilità da miniaturista dell’incisore, il Giampaoli la riproporrà, intorno, questa volta, ad un busto femminile di stile rinascimentale, sulla più bella moneta italiana della seconda metà del XX secolo: le 500 lire d’argento Caravelle emesse dal 1958.

Nel 1992 il governo italiano inizierà le operazioni per la trasformazione di Assitalia in società per azioni, con lo scopo di privatizzarla; operazione, questa, che sarà conclusa nel 1996 con la cessione dell’ultima quota del capitale ancora in mano al Ministero del Tesoro. Quindi, nel 2007, il gruppo Assicurazioni Generali, di cui la società era entrata a far parte, darà vita all’INA Assitalia SPA.

Pertanto, a ricordo della “vecchia” Assitalia, che tanta parte ha avuto nello sviluppo dell’Italia, rimane questa medaglia, che fu coniata dalla Zecca in molti esemplari in argento ed in bronzo; sembra infine che solo un esemplare sia stato coniato in oro, quello destinato all’allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi.