Uscivano dalle prese cento anni fa, coniate dalla zecca reale danese (Den Kongelige Mønt), le prime monete per la Groenlandia, la vastissima e ricca isola artica che, passata sotto il controllo di Copenaghen nel 1814 dopo essere stata una colonia norvegese, è da settimane al centro dell’attualità geopolitica per le pretese accampate dal presidente USA Donald Trump che, un giorno, vorrebbe farne il 51° Stato dell’Unione in barba al diritto internazionale e alla realtà dei fatti.
In groenlandese Kalaallit Nunaat, “Terra dei Kalaallit” e in danese Grønland, “Terra verde”, la Groenlandia si estende per 2,166 milioni di kmq ma conta meno di 57 mila abitanti; ricchissima di risorse minerarie – uno dei motivi dell’appetito trumpiano – l’isola non ha avuto nella sua storia una monetazione organica; molti, invece, i gettoni a uso locale emessi da compagnie minerarie private fin dal XIX secolo, come pure i buoni cartacei a circolazione limitata.
Nel 1953 la Groenlandia è diventata parte del Regno di Danimarca ma nel 1979 all’isola è stato concesso l’autogoverno da parte del Parlamento danese. Il sovrano di Danimarca rimane comunque il capo di Stato e la corona danese la valuta ufficiale.


Le monete groenlandesi da 25 centesimi di corona del 1926, con e senza foro centrale
Le prime monete della Groenlandia, come detto, venivano coniate nel 1926, esattamente un secolo fa: si trattava di una serie di tre valori da 25 e 50 øre (centesimi) e da 1 corona.
Identici i soggetti: al dritto l’emblema reale danese con legenda GRØNLANDS STYRELS, al rovescio un orso polare andante verso sinistra con il valore in alto, in basso la data 19 | 26 inframezzata dalle lettere G S (iniziali di “Amministrazione Groenlandese”) e ai lati le iniziali degli artisti (H C N per Hans Christian Nielsen, modellista) e G J (Gunnar Jensen, incisore) accompagnate dal piccolo cuore simbolo della zecca di Copenaghen.
La moneta da 25 øre fu coniata in cupronickel in due versioni del diametro di 25 millimetri, una “normale” dal peso di 6,9 grammi e una con foro centrale pesante 6,8 grammi. Della prima furono prodotti 310 mila pezzi, della seconda 60 mila, tutte con bordo liscio. La mezza corona, invece, in lega di bronzo e alluminio pesava 3,6 grammi per 21,5 millimetri, e fu coniata con bordo rigato in 195.837 esemplari. Stesso metallo e stesso tipo di bordo per la moneta da una corona (7,4 grammi per 27 millimetri) che ebbe una produzione di 286.982 pezzi.

Le prime monete della Groenlandia emesse nel 1926 circolarono per molto tempo, sia nella capitale Nuuk che nei piccoli centri sparsi sulla grande isola e nel 1944, in piena Seconda guerra mondiale, una delle quattro ebbe una “riedizione” inattesa ad opera – guarda un po’ – degli Stati Uniti d’America.
All’epoca, infatti, le forze armate USA avevano installato sul territorio numerose strutture per il traffico aereo e marittimo, radiofari, stazioni radio e meteo, senza contare porti, depositi, postazioni di artiglieria e di ricerca e soccorso.
Fu così che la zecca federale di Philadelphia venne autorizzata a produrre una moneta da 5 corone in ottone (rame 70%, zinco 30%) del diametro di 31 millimetri, dal peso di 13,5 grammi e con bordo rigato.


La moneta da 5 corone per la Groenlandia coniata nel 1944 negli Stati Uniti
Del tutto simile alle monete del 1926 salvo che per l’assenza delle iniziali e del segno di zecca sul rovescio, la 5 corone “americana” equivaleva a un dollaro USA e venne prodotta, per facilitare le transazioni dei militari con i civili, in 100 mila esemplari.
I coni furono realizzati dal maestro Gilroy Roberts, in forza alla zecca federale a stelle e strisce e che, dal 1948 al 1964, avrebbe ricoperto il ruolo di capo incisore. Chissà se un giorno sarà di nuovo la US Mint – anche se speriamo di no… – a coniare le monete per la Groenlandia? Nel frattempo, se volete scoprire la nuova serie di circolazione danese a nome di re Federico X cliccate qui.





































