Ci ha lasciati il 1° giugno scorso il professor Ermanno Arslan, uno degli studiosi di numismatica italiani più conosciuti al mondo. Era nato a Verona il 15 agosto del 1940 e, dopo la maturità classica presso il liceo Manzoni di Milano si era laureato all’Università degli Studi di Pavia nel 1963 con una tesi dedicata alle terme romane.
Archeologo per formazione e per passione, assistente volontario presso la cattedra di archeologia dell’Università di Padova, fino al 1973 si era dedicato ad approfondire la propria preparazione tra campagne di scavi e borse di studio lavorando per alcuni anni anche presso il Museo romano di Brescia.
Dal 1975 al 2003 il professor Ermanno Arslan ha ricoperto il ruolo di direttore della collezione numismatica del Castello Sforzesco di Milano e dal 2003 è responsabile delle raccolte numismatiche del capoluogo lombardo. Docente presso lo IUML dal 2005 al 2012, ha alternato l’attività didattica e di ricerca con altri importanti ruoli, ad esempio presso il Centro italiano di Studi sull’alto medioevo e la Commission internationale de Numismatique, di cui è divenuto membro nel 1986 e membro onorario nel 1997. Nel 2003, infine, ad ennesimo coronamento di una carriera costellata di riconoscimenti, il professor Ermanno Arslan è stato accolto come socio corrispondente dall’Accademia nazionale dei Lincei.
Scrive in una nota l’Accademia: “Nell’ambito delle Scienze dell’Antichità risulta fondamentale il suo contributo alle ricerche numismatiche, in cui egli ha assunto un ruolo di riferimento internazionale […]. Le sue speciali competenze sulla monetazione tardo-romana e barbarica lo hanno visto impegnato da protagonista nella creazione del Repertorio dei ritrovamenti di moneta celtica in Italia e nel Repertorio dei ritrovamenti di moneta altomedievale in Italia, come anche nei progetti di pubblicazione del catalogo delle monete longobarde della Collezione Reale di Roma, delle monete dallo scavo del Duomo di Milano e di San Vincenzo al Volturno, oltre che del complesso di gettoni-amuleto ‘gnostici’ della Sinagoga di Cafarnao (Israele).

Il professor Ermanno Arslan (Verona, 1940 – Milano, 2026)
Fondamentale il suo apporto al volume Milano. Piazza Duomo prima del Duomo in cui, anche attraverso i reperti monetali, sono ricostruite le vicende millenarie del complesso episcopale milanese costituito dalle cattedrali di Santa Tecla e di Santa Maria Maggiore, e dai battisteri di San Giovanni alle Fonti e di Santo Stefano alle Fonti”.
All’instancabile e continua opera di studio il professor Ermanno Arslan ha saputo unire – prosegue il sito dei Lincei – “doti non comuni di sobria umanità nell’animare gruppi di ricerca internazionali, con una costante attenzione e sensibilità per i più diversi contesti sociali e culturali in cui l’archeologo si trova ad operare e con la capacità, sempre attiva, di coinvolgere i più giovani”.
Dell’attenzione ai giovani ricercatori, ai numismatici del futuro, conservo ricordi che risalgono agli anni Novanta quando, giornalista ancora alle prime armi, ebbi la fortuna di incontrare ed ascoltare il professor Ermanno Arslan in alcuni convegni apprezzandone la profonda e sfaccettata preparazione che, unita ad una capacità comunicativa non comune, riusciva a “prendere per mano” anche i non specialisti.
Mi colpirono poi la sua attenzione e il rispetto verso il collezionismo privato, di cui ebbe modo di indagare in una serie di dispense anche la storia e gli aspetti antropologici, e soprattutto mi colpì quella pacata misura con la quale dimostrava, nelle parole come nella ricerca, l’ampiezza della sua preparazione e la solidità del suo metodo.
Ci mancherà, il professor Ermanno Arslan; ci restano tuttavia le sue numerose, fondamentali pubblicazioni, i frutti non estemporanei della sua compiuta esistenza di uomo e di studioso, il tanto sapere che con tutti noi ha voluto e saputo condividere.





































