I numismatici definiscono contorniati degli oggetti simili a monete di bronzo, ma privi di valore monetario. Sono leggermente più grandi di un sesterzio standard e presentano un bordo martellato o scolpito, quindi visibilmente in rilievo. È proprio questa caratteristica che ha dato all’oggetto il suo nome (moderno). I contorniati hanno origine nella tarda antichità, ma non raffigurano immagini coeve sulle monete; si riferiscono piuttosto a un passato “glorificato”.

L’Età dell’Oro, dipinto di anonimo fiammingo conservato al Castello Visconteo di Pavia (Foto: KW)
Qual era lo scopo dei Saturnali?
I Saturnali ci vengono narrati da fonti letterarie del I secolo d.C. Ovidio, ad esempio, riporta l’usanza di scambiarsi vecchie monete repubblicane all’inizio dell’anno. Svetonio conferma questa tradizione scrivendo che Augusto amava regalare vecchie monete durante i Saturnali. I Saturnali e l’inizio del nuovo anno erano strettamente legati. Originariamente venivano celebrati il 17 dicembre, poi estesi al periodo dal 17 al 23, e infine al 30 dicembre. Pertanto, nella tarda antichità, i Saturnali segnavano direttamente l’inizio dell’anno romano, che, dal 153 a.C., iniziava il 1° gennaio.
I Saturnali prendono il nome da Saturno, considerato il dio dell’Età dell’Oro. I Romani usavano questo termine per descrivere una sorta di stato paradisiaco in cui l’umanità viveva insieme all’inizio dei tempi, senza sofferenza, preoccupazioni, distinzioni di classe o guerre. Era l’occasione per una festa chiassosa in cui si beveva molto, le distinzioni di classe sembravano scomparire, si assisteva a corse di carri e giochi gladiatori e ci si scambiava doni.
L’usanza di usare monete antiche per questo scopo è documentata da fonti scritte fino al regno di Graziano (367-383): Ausonio ci riferisce infatti che delle monete d’oro macedoni venivano usate come doni di Capodanno alla corte di Graziano. Per inciso questo scambio di doni è persistito fino all’era moderna. Solo nel XIX secolo il Natale ha sostituito il Capodanno come festa dei doni.

Traiano Decio. Un esempio di proto contorniato: doppio sesterzio con bordo martellato. Dalla collezione W. Toliver Besson. Asta CNG Keystone 17 (22 luglio 2026), lotto 258. Stima: 500 GBP. Prezzo di aggiudicazione: 1800 GBP
Proto contorniati (all’origine dei contorniati)
La numismatica associa questa tradizione letteraria ai cosiddetti proto contorniati. Si tratta di normali monete di bronzo del periodo imperiale romano i cui bordi, come quelli di un contorniato vero e proprio, venivano martellati per rimuoverle dalla circolazione. I Romani avevano delle preferenze riguardo alle monete dei sovrani da utilizzare per la produzione dei contorniati: più spesso sceglievano i sesterzi di Nerone (14%), Adriano (9%), Caracalla e Antonino Pio (7%) e, come nel nostro caso, i doppi sesterzi di Traiano Decio (6%). Questi sovrani non hanno nulla in comune in termini di contenuto, il che porta a supporre che fosse la forma delle loro monete a renderle tecnicamente adatte a questo scopo.
Quando e dove ebbero origine i contorniati?
Non abbiamo prove che indichino quando furono creati i primi proto contorniati. Vengono semplicemente interpretati come prova che l’usanza di regalare monete con i bordi martellati era già consolidata quando furono realizzati i primi veri contorniati. Questi ebbero origine a Roma, all’incirca dalla metà del IV secolo al secondo terzo del V secolo d.C.
Non sappiamo nemmeno chi producesse i contorniati. Esistono solo ipotesi più o meno fondate. La produzione privata, come per le spintriae, è una possibilità. Ma è anche ipotizzabile una produzione statale da parte della zecca romana. Negli ultimi anni, si è anche discusso se queste possibilità si escludano a vicenda. Peter Franz Mittag ipotizza che alcuni contorniati fossero prodotti da privati, mentre la zecca romana producesse qualche contorniato per conto dell’imperatore. Queste monete svolgevano un ruolo di ostentazione ritualizzata della generosità imperiale.
Per chi venivano prodotti i questi omaggi?
Questo ci porta alla domanda successiva: a chi erano destinati i questi donativi? L’idea che potessero essere gettoni da gioco, tessere o biglietti d’ingresso, come a volte si trova in pubblicazioni molto antiche, è ora considerata superata. La loro interpretazione come doni è generalmente accettata. Ciò lascia aperta la questione del contenuto che questi oggetti veicolavano.
Andreas Alföldi, che nee compilò un ampio catalogo, li considerava uno strumento di propaganda di una classe senatoria pagana. Questa visione è stata successivamente rivista. Anche le corse dei carri, i gladiatori, i musicisti e la conoscenza classica della letteratura antica giocarono un ruolo cruciale nella Roma che si stava lentamente cristianizzando. Si potrebbero forse interpretare questi motivi come un richiamo ai “bei vecchi tempi” e collegarli all’Età dell’Oro. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare la connotazione magica.
I protagonisti delle corse dei carri, in particolare, erano noti per l’uso frequente di maledizioni e incantesimi per assicurarsi la vittoria. Sappiamo da fonti storiche di diversi processi in cui gli aurighi furono accusati di praticare la magia nera. Tuttavia, la maggior parte dei motivi potrebbe anche essere spiegata semplicemente in base agli interessi dei Romani nella tarda antichità, o a come trascorrevano il tempo durante le feste in cui questi oggetti venivano offerti in dono.

Contorniato. Al D/ Alessandro Magno. Al R/ corsa di cavalli nel Circo Massimo. Dalla collezione W. Toliver Besson, asta CNG Keystone 17 (22 luglio 2026), lotto 279. Stima: 500 GBP. Prezzo di aggiudicazione: 2250 GBP
Qual era il soggetto adatto per un contorniato?
Tra i motivi più frequenti che si ritrovano sulle varie tipologie di contorniato vi sono Alessandro Magno e sua madre Olimpiade. Ciò potrebbe essere legato al fascino che questo eroe greco esercitava sulle popolazioni della tarda antichità. Per loro, non era solo una figura storica, ma anche il protagonista di racconti fantastici e fiabeschi, che trovarono espressione letteraria nel Romanzo di Alessandro. Quest’opera è tra le più popolari del Medioevo e si dice che sia stato – dopo la Bibbia – il manoscritto più diffuso dell’epoca.

Contorniato. Al D/ testa di Nerone. Al R/ Achille rivolto a destra afferra l’amazzone Pentesilea ferita, che cade morente dal suo cavallo. Dalla collezione W. Toliver Besson, asta CNG Keystone 17 (22 luglio 2026), lotto 288. Stima: 2500 GBP. Prezzo di aggiudicazione: 5500 GBP
Sebbene per molti secoli Nerone sia stato considerato uno degli imperatori “cattivi” grazie a Svetonio, Tacito e, non ultimo, Pietro Ustinov, la sua reputazione tra il popolo romano era migliore grazie alla sua generosità e alla sua affabilità, come hanno recentemente scoperto gli storici. Tuttavia, non sappiamo se il frequente utilizzo della sua testa sui contorniati fosse una scelta deliberata. Gli imprenditori privati che iniziarono a produrre questi oggetti potrebbero anche essersi ispirati ai proto contorniato più diffusi.
I frequenti riferimenti a miti e opere teatrali popolari non sono certo una coincidenza. La storia di Achille e Pentesilea, ad esempio, proviene da un celebre poema epico scritto da Quinto di Smirne nel III secolo d.C. La saga post omerica narra, tra le altre cose, la morte di Pentesilea, uccisa da Achille in battaglia. Mentre cade da cavallo, l’eroe le toglie l’elmo. Afrodite fa sì che Achille si innamori di lei e si penta di averla uccisa. Ora piange perché non può portarla a casa come moglie.

Contorniato. Al D/ l’auriga Eutiche in piedi frontalmente. Al R/ il cavallo Generoso in piedi a sinistra. Dalla collezione W. Toliver Besson, asta CNG Keystone n. 17 (22 luglio 2026), lotto 307. Stima: 2000 GBP. Prezzo di aggiudicazione: 2750 GBP
Non conosciamo né l’auriga Eutiche né il cavallo Generoso da fonti letterarie o epigrafiche, ma possiamo supporre che i loro nomi fossero familiari ai contemporanei tanto quanto lo sono per noi i nomi dei calciatori più famosi. Abbiamo già sottolineato le connotazioni magiche di queste raffigurazioni. Si potrebbero anche spiegare con il fatto che un numero particolarmente elevato di corse di bighe si svolgeva intorno alla fine dell’anno. Chiunque lo desiderasse poteva assistervi il 25 dicembre, il 7 gennaio e il 13 gennaio al Circo Massimo.

Contorniato. Al D/ Gorgonio suona l’idraulis. Al R/ Eudossio, suonatore di doppio flauto, in piedi frontalmente. Dalla collezione W. Toliver Besson, asta CNG Keystone 17 (22 luglio 2026), lotto 308. Stima: 1500 GBP. Prezzo di aggiudicazione: 5500 GBP
Le esibizioni musicali a Roma erano parte integrante dei giochi gladiatori. La fama di grandi artisti come Gorgonio o Eudossio non si estende fino ai giorni nostri. Probabilmente svolgevano una funzione simile ai giochi gladiatori a quella che Shakira, Madonna, Justin Bieber e compagnia hanno svolto alla finale dei Mondiali di calcio del 2026.
Per inciso, dicembre era il periodo dell’anno in cui le “munera” – come i Romani chiamavano quelli che noi chiamiamo “giochi” – erano particolarmente frequenti. Nell’ambito dei Saturnali, si tennero il 19, 20, 21, 23 e 24 dicembre.

A sinistra, organo ad acqua originale del Museo archeologico della città greca di Dion. A destra mosaico che raffigura un musicista che suona l’organo ad acqua. Il mosaico è esposto a Nennig, nella Saarland, e mostra gli intrattenimenti offerta durante i “giochi”: dai combattimenti tra animali e gladiatori alle esibizioni musicali (Foto: KW)
Il contorniato, un affascinante oggetto “di nicchia”
I proto contorniati e i contorniati sono oggetti prodotti come doni. Rappresentano una nicchia interessante nella numismatica, per la quale sono purtroppo pochi i collezionisti specializzati. I contorniati sono per i “veri” collezionisti, interessati principalmente al significato storico di un oggetto, non al suo apprezzamento di valore. Ma quanto può valere un contorniato?
I contorniati sono ampiamente sottovalutati rispetto alla loro rarità. Ciò è dovuto principalmente al fatto che sfuggono a qualsiasi classificazione basata sulla scala Sheldon. Pertanto, non rivestono alcun ruolo nel mercato degli investimenti. In questo articolo presentiamo alcuni risultati di un’asta tenutasi nel luglio 2026 dal Classical Numismatic Group, in cui è stata venduta un’impressionante collezione di contorniati proveniente dalla raccolta di W. Toliver Besson.
Le offerte vincenti sono variate da 225 a 7500 sterline, ovvero da circa 260 a circa 8750 euro. I prezzi dei singoli esemplari sono riportati nelle didascalie delle immagini. Tutti i risultati di questa serie sono disponibili nell’archivio Sixbid delle aste concluse.








































